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Settembre 16, 2022

Creare pannelli solari dagli scarti delle verdure: questo il progetto a cui ha lavorato il ventinovenne filippino Carvey Ehren Maigue, ricercatore dell’Università di Mapua, a Manila. Il giovane ha scoperto la presenza, all’interno di erbaggi e ortaggi, di sostanze chimiche capaci di assorbire i raggi ultravioletti del sole da trasformare in luce visibile da usare per generare elettricità.

Pannelli solari dagli scarti delle verdure: ecco AuREUS

Partendo dalla raccolta di queste particelle luminescenti, Maigue ha creato un foglio di polimero vegetale che, particolarmente flessibile, può essere piegato e fissato su qualsiasi forma. Il pannello, ribattezzato AuREUS (Aurora Renewable Energy and UV Sequestration) in virtù del suo aspetto multicolore che richiama l’aurora boreale, quando colpito dai raggi solari UV assorbe e riemette luce, grazie al processo di riflessione interna.  Ad esempio, se posto in mezzo ai doppi vetri di una finestra, AuREUS spinge verso i bordi del pannello – dove sono posizionate le celle fotovoltaiche – la luce solare, che viene poi trasformata in elettricità.

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Dai test condotti è emerso che il sistema ha un tasso di efficienza del 50%, una percentuale maggiore al 15-22% di un pannello solare standard.  È stato inoltre stimato che applicando in serie ai vetri di una finestra i pannelli AuREUS , questi sono in grado di ricaricare due smartphone. Se posti su un intero edificio, invece, riescono invece ad alimentare i principali sistemi elettrici.

pannelli solari scarti verdure
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I pannelli AuREUS si attivano anche all’ombra

Non avendo necessariamente bisogno di raggi UV diretti, i pannelli solari AuREUS possono essere collocati anche su un tetto completamente in ombra: in questo caso, riescono ad utilizzare la luce solare indiretta, come quella che rimbalza sui pavimenti o sulle pareti.

 Un esempio di sostenibilità

Un progetto totalmente sostenibile, quello di Maigue, risultato non a caso vincitore del Sustainability Award nel 2020. Se da un lato si va infatti a sfruttare una fonte energetica rinnovabile, come la luce solare, dall’altro si riescono a ridurre notevolmente gli sprechi di frutta e verdura.

Si stima che, in media, il 15% del raccolto di un’azienda agricola resta invenduto, perché danneggiato da precipitazioni e condizioni meteorologiche avverse. Questa percentuale di frutta e verdura, anziché diventare un rifiuto, può invece dare il via a un sistema che “mira a generare elettricità dalle risorse naturali”, ha affermato il ricercatore filippino.

Alessandra Marcelli 

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