Ottobre 27, 2022
È stato inaugurato lo scorso 28 settembre, a Milano, un maestoso edificio capace di catturare anidride carbonica e rilasciare ossigeno. Si chiama Open 336 – dal numero civico di viale Sarca, in cui sorge – funziona come un albero, ma ha un potere di filtraggio di CO2 ben otto volte superiore. L’ambizioso progetto, realizzato dallo studio di architettura Park Associati, è frutto della collaborazione tra la Barings Real Estate, società di investimento americana, la Savills Investment Management SGR e il Gruppo Fervo, realtà che offre soluzioni innovative e sostenibili nel campo dell’energy management.
Open 336: l’edificio che respira come un albero
È proprio la realtà italiana ad aver messo a punto Eco2Air®, un sistema di trattamento dell’aria realizzato con materiale biodegradabile e organico. Tramite questa tecnologia, con un filtro che si riempie dopo circa 600 ore di utilizzo, viene immagazzinata l’anidride carbonica presente in atmosfera, al fine di immettere aria pulita e ossigeno all’interno dell’edificio. Contestualmente, la piattaforma FEAMS® garantisce la massima efficienza del sistema monitorandone in tempo reale il funzionamento grazie ad appositi sensori.
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“Dieci chili di materiale filtrante – spiega Alessandro Belloni, CEO di Gruppo Fervo – hanno una capacità di assorbimento di CO2 per 10-15 volte superiore a quella di un pino o di una magnolia. Questa tecnologia permette quindi di ridurre le emissioni ma soprattutto i consumi, trasformando l’anidride carbonica in una risorsa per l’ambiente”.
Un esempio di sostenibilità a 360°
Open 336 conta quattro piani e una terrazza di 380 metri quadri, nata per ospitare una zona open air composta da parapetti con sedute integrate e una doppia area verde. Il colore rosso mattone del palazzo, che riprende la cromìa delle strutture circostanti del quartiere Bicocca, si alterna lo scuro dei dettagli in ferro. La facciata è stata invece realizzata in cemento alleggerito GRC, un materiale estremamente plasmabile che permette di farle assumere una geometria e un volume duttili ed esteticamente d’impatto, reinterpretando in chiave moderna la morfologia della zona. Le vetrate garantiscono inoltre una notevole illuminazione, fondamentale per gli uffici e gli spazi di lavoro a cui è destinato il palazzo.
“Abbiamo pensato a un edificio aperto visivamente verso l’esterno, permeabile alla luce filtrante delle ampie superfici vetrate ai piani di lavoro”, spiega il partner di Park Associati Michele Rossi, che conclude: “Open 336 vuole reinterpretare gli elementi fondativi del quartiere, dandone continuità e dialogo”.
Alessandra Marcelli