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Maggio 6, 2022

Trasformare la centrale idroelettrica di Borgo d’Anaunia in una mining farm, la struttura necessaria all’estrazione di bitcoin e altre criptovalute. Con avviso del 31/12/2021, il Comune ha reso nota la volontà di usufruire del moto dell’acqua della centrale per generare l’energia necessaria ad alimentare il centro di calcolo.

Minare bitcoin da centrale idroelettrica: il progetto innovativo

Borgo d’Anaunia, 2500 abitanti, è nato nel 2020 dalla fusione di Castelfondo, Fondo e Malosco, nel cuore della Val di Non. Eppure, nonostante la giovane età, il piccolo Comune si è già distinto grazie all’intuizione innovativa e tecnologica del sindaco Daniele Graziadei, trentasettenne esperto nel campo informatico. La giunta comunale ha infatti ufficializzato l’accordo con IDM Trento, società che fornirà i 40 supercomputer Bitmain Antminer S19 da installare all’interno della centrale idroelettrica.

La centrale idroelettrica a Borgo d’Anaunia

La storia della centrale idroelettrica “Alta Novella” ha origine nel 1925, anno in cui fu costruita dall’omonimo Consorzio Idroelettrico per alimentare le attività della valle. Nel 1972 fu poi nazionalizzata da Enel, prima di restare abbandonata e inattiva. Dopo essere stata rilevata dal Comune, la centrale è stata ristrutturata ed efficientata da Zilio Group, società veneta leader nel settore impiantistico-rinnovabile. La turbina installata, di tipo Pelton, è in grado di erogare una potenza di 476 chilowatt, con una produzione totale media di 3,2 milioni di chilowattora annui.

Come spiega Graziadei a Nordesteconomia, la produzione della centrale – che dipende totalmente dalla portata del torrente – cala inevitabilmente nei mesi invernali. Ecco perché, al fine di massimizzarne il profitto anche nei periodi più complicati, è stato deciso di “vendere un quinto della produzione totale sotto forma di potenza di calcolo, e il restante al mercato libero”.

Nell’estate 2021 sulla struttura sono stati condotti ulteriori lavori, al fine di adeguarla all’accoglienza di un centro di supercalcolo dalla potenza di 4 petahash, l’unità di potenza di calcolo.

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Con questo progetto puntiamo a diventare protagonisti nella promozione della blockchain, come strumento per la ricerca e lo sviluppo sostenibile del web 3.0 – prosegue Graziadei – potenziando l’attuale sistema elettrico della centrale e puntando su un nuovo settore industriale, quello delle cripto”, conclude.

 

Alessandra Marcelli

 

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